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INCIDENTE PER COLPO DI SONNO: QUANDO E’ RESPONSABILE IL CONDUCENTE?

In caso di incidente per un colpo di sonno del conducente vale la regola generale secondo cui, se il disturbo è tale da poter essere previsto in partenza, l’obbligo di prudenza deve indurre il conducente a desistere dalla guida già in anticipo, senza porsi in alcuna condizione di potenziale rischio. (Cass. sent. n. 32931/2004)

In pratica, tutte le volte in cui sia stata la stessa condotta del conducente ad autoprocurarsi il problema fisico (si pensi a una guida prolungata per molto tempo, senza soste e senza riposo che abbia determinato il fatale colpo di sonno), non può che attribuirsi a quest’ultimo ogni responsabilità.

L’improvviso colpo di sonno dovuto ad uno stato di spossatezza per lunga veglia avrebbe dovuto indurre il conducente a desistere dalla guida, rendendolo pertanto responsabile del procurato incidente, la stessa cosa accade se l’attenzione cala per via di stanchezza, insonnia, caldo, consumazione di pasti, generale affaticamento.

Nel caso di sonno da malore improvviso e imprevedibile invece non vi è responsabilità.

Così come in caso di stato di necessità, un incidente stradale avvenuto per caso fortuito esonera il suo autore da qualsiasi responsabilità per i danni provocati.

Il cosiddetto “caso fortuito” è tutto ciò che accade in modo straordinario e contro il quale ogni sforzo umano apparirebbe del tutto vano. Si tratta di un elemento imprevisto ed imprevedibile che rende inevitabile il verificarsi dell’evento dannoso.

È chi invoca lo stato fortuito a doverlo provare. Se la causa rimane ignota, tale prova si riterrà insoddisfatta e, di conseguenza, l’autore del danno ne risponderà.

Il colpo di sonno, solo a determinate condizioni, può essere considerato “caso fortuito”. Pertanto, un sinistro provocato da chi si addormenti sullo sterzo potrebbe non avere un effettivo responsabile. Ma perché ciò accada è necessario che ricorrano determinate condizioni.

In generale il colpo di sonno che assale il conducente integra il caso fortuito solo se determinato da cause patologiche di carattere imprevisto ed imprevedibile.

Il sonno potrebbe quindi rientrare nella nozione di malore improvviso e scusare l’autore dell’incidente. Può essere tale, però, soltanto il sonno patologico sopraggiunto senza sintomi premonitori e per un’infermità che non poteva aver dato segni in passato.

Ne restano esclusi, quindi, i casi di soggetti consapevoli della loro infermità, espostisi colposamente al pericolo di addormentamento.

Il sonno fisiologico, invece, non è mai scusabile. Questo potrebbe avvenire nei seguenti casi:

– un soggetto sano che, insistendo nella guida prolungata, sia stato colto da sonno per via dell’affaticamento;

– un soggetto che si pone alla guida dopo una prolungata insonnia;

– un soggetto che subisca il colpo di sonno per il prevedibile caldo o per precedente consumazione di pasti.

In tutti questi casi, l’incidente sarà addebitabile al conducente a titolo di colpa.