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Pergo-tenda: serve il permesso per costruirla oppure no?
14 novembre 2017 - 11:31, by , in Condominio, No comments

La “pergotenda” non costituisce un’opera edilizia soggetta al previo rilascio del titolo abilitativo se, stante le sue caratteristiche costruttive, funzione e consistenza, non genera veri e propri volumi.

Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, sezione sesta, nella sentenza 1619/2016.

Il Collegio ha parzialmente accolto il ricorso di un uomo che aveva fatto installare sul terrazzo di proprietà una pergotenda, i cui lavori erano stati sospesi poiché ritenuti integranti abuso edilizio.

Tuttavia, per i giudici, l’opera, in parte pergolato e in parte tenda, non necessita del permesso a costruire.

Si osserva, infatti, che dall’articolo 3, comma 1, lett. e) del Testo Unico dell’Edilizia è possibile trarre una nozione di “opera precaria“, la quale è fondata non sulle caratteristiche dei materiali utilizzati né sulle modalità di ancoraggio delle stesse al suolo quanto piuttosto sulle esigenze (di natura stabile o temporanea) che esse siano dirette a soddisfare.

Dunque, la natura di opera “precaria” (non soggetta al titolo abilitativo) riposa non nelle caratteristiche costruttive ma piuttosto in un elemento di tipo funzionale, connesso al carattere dell’utilizzo della stessa.

Detto questo, dato che si tratta di strutture destinate ad una migliore vivibilità dello spazio esterno dell’unità abitativa (terrazzo), appare chiaro che le stesse siano state installate non occasionalmente, ma per soddisfare la suddetta esigenza, la quale non è certamente precaria.

In buona sostanza le “pergotende” realizzate non si connotano per una temporaneità della loro utilizzazione, ma piuttosto per costituire un elemento di migliore fruizione dello spazio, stabile e duraturo.

A nulla rileva, per i giudici, la circostanza che le strutture siano ancorate ai muri perimetrali ed al suolo:  l’ancoraggio riuslta comunque necessario, onde evitare che l’opera, sottoposta  alle intemperie, sia fonte di pericolo.

Per la Sezione, nonostante i manufatti in questione non siano precari, la struttura in alluminio anodizzato destinata ad ospitare tende retrattili in materiale plastico non integra le caratteristiche per essere soggetta al previo permesso.

Va considerato che l’opera principale non è la struttura in sé, ma la tenda, quale elemento di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici, finalizzata ad una migliore fruizione dello spazio esterno dell’unità abitativa.

Considerata in tale contesto, la struttura in alluminio si qualifica in termini di mero elemento accessorio, necessario al sostegno e all’estensione della tenda.

Quest’ultima, poi, integrata alla struttura portante, non vale a configurare una “nuova costruzione“, atteso che essa è in materiale plastico e retrattile, onde non presenta caratteristiche tali da costituire un organismo edilizio rilevante, comportante trasformazione del territorio.

Diverso, invece, è il caso in cui la struttura sia tamponata sui due lati liberi da lastre di vetro mobili a “pacchetto”, munite di supporti che manualmente scorrono in appositi binari e da vetro fisso (timpano) inseriti nelle strutture di alluminio anodizzato.

La presenza, quali elementi di chiusura, di lastre di vetro determina il venir meno del richiamato carattere di mera struttura di sostegno di tende retrattili e il manufatto, in tal caso, costituisce “nuova costruzione”, risultando idoneo a determinare una trasformazione urbanistico ed edilizia del territorio.